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Papiri di laurea

“Aristotele scrisse che un essere umano può essere descritto secondo tre componenti, o se vogliamo punti di vista: ciò che È, quindi il suo carattere, le sue capacità, la sua intelligenza, ciò che ha, ovvero le sue proprietà, e ciò che rappresenta, cioè come viene visto da chi gli sta vicino, quindi la sua fama, la sua reputazione. L’ esempio più lampante di questí ultima caratteristica lo possiamo trovare nei tempi moderni nella sua forma pi˘ cruda, più schietta, spesso pi˘ crudele, perchÈ brutalmente sincera, che Ë quella del papiro di laurea. Certo bisogna tener conto delle necessità stilistiche della rima e del fatto che nel compilarlo possa succedere che si calchi un po’ la mano, andando a sottolineare con maggiore enfasi (leggi volgarità) gli aspetti più intimi (leggi tutto ciò che riguarda la sfera sessuale) del laureato, ma tutto sommato si puÚ considerare il papiro come la più chiara raffigurazione di quanto la/il giovane ha dato foggia di sè. Questo simpatico cartellone, oltre a far riflettere il protagonista sul concetto di amicizia, e a rendere conto ai parenti che lo studio non era proprio líinteresse principale del neodottore nellíambito della vita universitaria, È la parte portante di ogni cerimonia di laurea che si rispetti. Il papiro di laurea, atto conclusivo della vita studentesca, ultima manifestazione di goliardia prima di entrare si spera nel mondo del lavoro, che esige serietà (almeno per quel che riguarda la vita pubblica), fa parte di unì antichissima usanza, rimasta in vigore a tutt’ oggi, anche se con mutamenti e aggiornamenti continui, verificatisi nel corso degli anni. Ho indagato per scoprire gli sviluppi che ha avuto il famigerato papiro nel corso dei secoli, scoprendo che la sua evoluzione corre parallela ai binari della Storia. Abbiamo testimonianza, già prima della nascita della goliardia moderna, dell’uso di render nota a tutta la cittadinanza l’avvenuta laurea, mediante l’affissione di manifesti contenenti sonetti, epigrafi ed iscrizioni. Questi foglietti erano comunque molto diversi dal papiro odierno, visto il loro contenuto retorico di esaltazione morale ed intellettuale del laureato, tralasciando invece gli aspetti della sua vita di svaghi. Resta il fatto che, in questi primi esempi di papiro, è la parte scritta ad avere il ruolo fondamentale, tranne per la presenza di qualche decorazione tipografica, e non v’è accennoalla vita goliardica del laureato. È sul finire del secolo che compaiono i primi papiri disegnati con vignette allusive alla realtà cittadina e con il ritratto del laureato, ancora privo di ogni connotazione satirica. Un po’ alla volta, sul finire degli anni Venti e nei primi anni del 1930, la figura centrale del laureato comincia ad essere attorniata da altri disegni, più o meno collegati al carattere e ad episodi della vita dello stesso, sempre però con gusto sobrio e non volgare. Nel periodo della seconda guerra mondiale ovviamente l’ usanza registra un calo e si spegne quasi, per riprendere solo nel dopoguerra, con maggiore esuberanza. Gli anni Cinquanta, periodo d’oro per la goliardia, vedono la produzione di una grande quantità di papiri. Le tecniche cambiano e si rinnovano con l’uso di nuovi mezzi tecnologici, ma la fisionomia di base del papiro rimane inalterata fino a oggi. Negli ultimi dieci o quindici anni si sono perÚ andati sempre più accentuando gli aspetti sessuali della vita del laureato, maschio o femmina, descritti nelle vignette, con continui riferimenti, anche molto espliciti, ai suoi attributi sessuali, quasi sempre presenti nella caricatura. Da sottolineare come la diffusione del papiro sia diventata una pratica universale, anche se prevalente nell’area nord-orientale del nostro Paese, dove ha raggiunto forme di ritualità tali da investire gran parte degli studenti, anche quelli completamente a digiuno di goliardia. La diffusione Ë tale da obbligare le autorità cittadine delle grosse città universitarie ad adibire un’area preposta all’affissione. Non pensate che ci sia solo il desiderio di solo sputtanà pardon, esibire pubblicamente le eroiche gesta dei neodottori e di ciÒ che gli amici pensano di loro, neanche lontanamente, ò questione di tradizione, le tradizioni vanno rispettate. Ed È perciÒ che in questo periodo di profonde ed accese discussioni sulla libertàdi espressione invoco a gran voce: libertà per il papiro!”

 

Stefano Zadro

BenvenutoMarta DonnolaAlberto malikaOK MasuttiVaniaDefi pivettaAndrea ranalliirina RicettoSare RistaAtlantDEFINITIVO RizzettoKatia Rodermanuele RosaFrancesca tonon


POSTATO IL 3 novembre 2015 ALLE 22:15 | 0 COMMENTI

Various

dinosauri

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POSTATO IL ALLE 22:30 | 0 COMMENTI

Go do man par benedir

 

This illustrations are made just for fun, every single song describe a real person and real facts happened in Portogruaro or near, now is 25 years that Brusarja kick asses around with old school metal and for me it is always a great honour illustrate their songs.

Ghe faso a tira a Barachin

Ghe faso a tira a Barachin

giro col manego de butija in scarsea

giro col manego de butija in scarsea

Serca barufa, de sciafoni se abufa

Serca barufa, de sciafoni se abufa

Pache a tuti, cruche in testa ai cruchi

Pache a tuti, cruche in testa ai cruchi

No sta romper i cojoni o te desfo...marso son e marso resto

No sta romper i cojoni o te desfo…marso son e marso resto

Moroidi

Moroidi

Son depreso

Son depreso

sonDepreso2

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Toni el cotto

Toni el cotto

Me par de eser tal Sahara

Me par de eser tal Sahara

a lesion dei vardoni

 


POSTATO IL 15 dicembre 2016 ALLE 21:43 | 0 COMMENTI